La Resistenza della Colonna (Sonora).

Banner_Colonna_SonoraLa relazione tra elementi diversi, aiuta a stimolare la creatività.

Walt Disney è stato un pioniere non solo della cinematografia animata in senso stretto, ma lo è stato anche dal punto di vista della ricerca tecnologica. Una delle sue produzioni più spettacolari risale al 1940, quando in alcune sale cinematografiche statunitensi venne proiettato il film d’animazione Fantasia. Per realizzare questo capolavoro, Walt Disney ha impiegato tantissimo denaro (pagando di tasca sua) e realizzato un tipo di registrazione audio molto simile a quello che oggi è conosciuto come Sistema Dolby Surround: un’autentica magia, considerando gli anni Quaranta (mentre in Europa imperversava la II Guerra Mondiale). Fantasia è un connubio straordinario di immagini animate e musica attinta dal repertorio classico, che si fonde con una mimica dei personaggi al dir poco sbalorditiva: otto brani musicali che accompagnano in maniera sublime, ironica e grave otto cortometraggi (gli ultimi due sono fusi in un’unica animazione). Ad un certo punto (esattamente alla metà degli episodi) ai musicisti viene concesso un piccolo intervallo, ma al contempo viene mostrata una delle sequenze più belle e interessanti mai proposte nella storia dell’animazione: la Colonna Sonora. In questa breve sequenza animata, è possibile vedere come una semplice linea bianca (messa al centro dell schermo) assuma le forme e i colori più svariati a seconda degli strumenti suonati: quando suona l’arpa essa assume forme morbide e soavi, quando suona il fagotto le forme diventano più rotonde e barocche, quando rullano i tamburi le forme diventano nettamente più spigolose e così via per gli altri strumenti. Una soluzione davvero geniale, ma prima di tutto creativa: gli animatori hanno messo in relazione due elementi fisicamente eterogenei tra loro e cioè l’elemento musica (che si ascolta) il quale si somma all’elemento forma (che si guarda). Un po’ come fanno i chimici, quando mettono in relazione tra loro i diversi elementi presenti in natura per generare una reazione chimica.

Colonna Sonora: immagine tratta dalla sequenza animata Disney.

Colonna Sonora: immagine tratta dalla sequenza animata del lungometraggio Fantasia (proprietà della Walt Disney).

Come fa una colonna a suonare?

Mettendo un attimo da parte la genialità degli animatori disneyani, ci si può soffermare sull’analisi del binomio Colonna Sonora. Senza addentrarsi troppo in disquisizioni tecniche (che potete trovare qui) e limitandosi semplicemente a scorporare le due parole dal binomio cercando il loro significato sul Vocabolario della Treccani Online, si ricava il seguente risultato:

Colonna:  elemento verticale, a sezione per lo più circolare e composto di         base, fusto e capitello, atto a resistere al peso di elementi sovrastanti […] (può essere) di pietradi marmodi travertino;

– Suono (in riferimento a “sonora”): la sensazione uditiva e le vibrazioni di un mezzo (per lo più l’aria, ma anche mezzi elastici qualunque) che possono produrre tale sensazione […]  Le vibrazioni possono essere eccitate nel mezzo o a esso trasmesse dalle vibrazioni di un corpo (sorgente sonora) e a loro volta eccitano l’orecchio . 

Tenendo conto di queste definizioni e ricomponendo nuovamente il binomio Colonna Sonora, si potrebbe immaginare  di essere all’interno di un enorme Tempio ai tempi dell’Antica Grecia, dove improvvisamente le colonne che reggono il maestoso tetto, comincino a vibrare e volteggiare emettendo suoni di varia natura: divertente vero? Meno divertente per gli astanti, i quali si vedrebbero crollare il tetto sulle loro teste!

Questo procedimento di suggestioni è stato reso possibile grazie al meccanismo innestato dall’immaginazione. Ma cosa succede quando si mettono in gioco altri fattori determinati dalla conoscenza e dall’esperienza?

È qui che fa il suo ingresso la capacità di relazionare tutti questi elementi così diversi tra loro: in una sola parola la creatività.

Esperimento condotto dall’autore del post.

L’autore del post questa volta, ha voluto mettere in relazione tra loro i seguenti elementi per realizzare la sua personale “visione” della Colonna Sonora:

– Il riferimento al suo genere musicale preferito (Hard Rock);

Gli strumenti musicali strettamente connessi al genere musicale preferito;

Immagini prese dal panorama della Storia dell’Arte.

Avvalendosi della tecnica del Fotomontaggio è scaturito questo elaborato grafico:

Una colonna decisamente Hard Rock.

Una Colonna Sonora decisamente Hard Rock.

 Un’esile colonna costituita dal manico di una chitarra elettrica di cui sono ben visibili le sei corde (riferimento Suono/Vibrazioni), che regge in maniera del tutto surreale un enorme masso (Hard Rock in senso letterale); il tutto poggia su di un basamento dal gusto classico (riferimento Colonna/Arte Greca) dove sono state posizionate in maniera speculare due valvole che dal punto di vista pratico, sono essenziali per amplificare il suono della chitarra elettrica, mentre dal punto di vista metaforico illuminano il buio della notte che avvolge il panorama musicale odierno (una visione che appartiene al pensiero dell’autore del post e che quindi, può essere non condivisa dai lettori). La sensazione di surrealismo è inoltre ispirata dalla “provenienza” del masso che è stato “incollato” alla sommità del manico della chitarra: esso infatti figura in un quadro di un importantissimo pittore belga del Novecento e, non a caso, uno dei massimi esponenti del movimento Surrealista: René Magritte (1898-1967).

Foto del Pittore Renè Magritte.

Foto del Pittore Renè Magritte.

Anche se dal punto di vista artistico l’autore di questo post non ha creato nulla di nuovo, di sicuro è riuscito a figurare in maniera semplice e creativa la sua idea di Colonna Sonora, relazionando elementi che appartengono alla sua conoscenza (studio della storia dell’arte, passione per l’Hard Rock e la chitarra elettrica), i quali hanno interagito con la suggestione scatenata dal succitato binomio.

In conclusione: come si innestano le relazioni?

Bisogna essere prima di tutto curiosi.

La curiosità porta a documentarsi, a studiare, ad andare oltre le proprie conoscenze per acquisirne delle nuove, maturando così delle esperienze: in questo modo il meccanismo della creatività è più agevolato nel suo funzionamento, poiché può lavorare su molte informazioni e al contempo relazionarle alle proprie suggestioni, dando vita ad un Prodotto materialmente ed esteticamente valido. La creatività è uno degli strumenti che permettono di rendere tangibile ciò che la mente umana elabora allo stato di immaginazione.

Quando questo Prodotto poi riesce ad arrivare alle coscienze degli individui al punto tale da scuotere le masse, in quel caso significa che si sta facendo dell’Arte, ma a questo punto è doveroso fare tre precisazioni:

1) Non è sempre detto che le coscienze degli individui siano pronte a ricevere il contributo degli artisti, i quali (poverini) per essere definiti tali devono attendere un periodo molto lungo che, in alcuni casi si è protratto ben oltre la loro morte.

2) Non è sempre detto che tutto quello che piace alle masse possa definirsi Arte;

3) L’argomento Arte esula dalle tematiche affrontate da questo post.

Riferimenti & Riflessioni.

L’ispirazione che ha prodotto la stesura di questo post, ha dovuto necessariamente tener conto di uno dei capisaldi della letteratura artistica contemporanea il cui titolo è (guarda caso) Fantasia,  scritto dall’artista onnisciente Bruno Munari (lo si può vedere dalla foto del banner, mentre indossa degli occhiali davvero molto originali). In questo testo c’è una particolare attenzione alla stimolazione della creatività, in cui Munari analizza in maniera metodica e geniale i vari sistemi per rendere possibile la produzione di idee creative e manufatti creativi, facendo riferimento alle relazioni generate dalla conoscenza. Per chi volesse saperne di più, la lettura di questo testo è fondamentale. Inoltre viene affrontato il tema degli educatori, argomento che eventualmente potrebbe veder la luce in un post successivo all’interno del blog.

A questo punto l’autore del post lascia la riflessione e la parola (qualora ne abbiate voglia) ai lettori, con la più ampia libertà di commentare e soprattutto di illustrare (anche a parole, ovviamente) la visione figurata della Colonna Sonora che accompagna la vostra vita: come ve la immaginate?

“Creatività: tutto ciò che prima non c’era, ma realizzabile in modo essenziale e globale.” (Fantasia, Bruno Munari)

Annunci

10 comments

  1. Il testo di Munari sembra interessante e vedrò di reperirlo.

    La relazione fra elementi differenti è anche alla base del famoso binomio della fantasia di Gianni Rodari, lo conosci? Scriveva storie mettendo insieme due elementi a caso (un animale e un oggetto, per esempio).

    In fondo, la creatività è prodotta dagli stimoli che riceviamo dall’esterno, uniti alle nostre conoscenze, alla nostra sensibilità soprattutto. E alla capacità, innata forse, di saperne mescolare il significato e il valore per dare vita a qualcosa di nuovo, insolito, affascinante.

  2. Ciao Daniele,
    Sul mio scaffale di “libri del pronto intervento” c’è anche l’immancabile “Grammatica della Fantasia” di Gianni Rodari, dove appunto parla dei “binomi fantastici” . Altro testo fondamentale che mi è stato utile qualche anno fa per elaborare un progetto e mi è stato utile anche ora per stendere questo post. Ho evitato di inserirlo, perché questo post è uscito lunghissimo ed ho voluto evitare di fare un compendio! 🙂
    Sono perfettamente d’accordo con te sul ricevere stimoli dall’esterno.
    Come direbbe un compianto mangiatore di mele: “Stay hungry. Stay foolish”.
    Il testo di Munari te lo consiglio vivamente, anche perché ha realizzato delle collaborazioni con Rodari (se ricordo bene hanno realizzato a quattro mani “il libro degli errori”). 🙂
    Buona giornata.

    1. Allora lo conosci anche tu 🙂
      Ho letto quel libro tempo fa e mi è piaciuto molto.

      Ho ordinato Fantasia di Munari 😉
      Ti farò sapere le mie impressioni a fine lettura.

    2. Ah, ho dimenticato la colonna sonora che accompagna la mia vita. Non ho una colonna sonora, io sono un amante del silenzio e la musica è una forma d’arte che mi colpisce davvero poco.

      Posso quindi dire che la mia vita, più che accompagnata da una colonna sonora, è circondata dai suoni della natura, più armonici e per nulla cacofonici rispetto a quelli prodotti dall’uomo.

      1. Non vedo l’ora di ricevere le tue impressioni su Fantasia!
        Rodari è praticamente il parallelo di Munari, applicato nel campo della scrittura: un autentico genio!

        Anche se non possiedi una colonna sonora, il punto di vista che esponi sarebbe davvero interessante rappresentarlo graficamente!
        Grazie per il sempre preziosissimo contributo!

  3. Definire la creatività non è affatto semplice. Applicarla nella propria vita, lo è ancora meno. Con questo post credo tu abbia sottolineato un aspetto importante che ritengo essere la chiave per avvicinarsi al concetto di cui parliamo.

    La creatività può esistere solo in funzione della libertà: la possibilità di esprimersi, osservare e comprendere il mondo allontanandosi dagli stereotipi e dalle regole che ci vengono imposte.

    In fin dei conti, chi stabilisce che un oggetto sia semplicemente quello che appare ai nostri occhi? Andare oltre, scendere in profondità, per poi riemeregere con una visione più completa eppure semplice è quello che ci permette di essere davvero creativi.

    Ora, provo a mettermi in gioco e a rispondere alla tua domanda. La colonna sonora della mia vita è un solido palo di metallo che si erge in mezzo a una lunga strada asfaltata. Attorno ad esso si avviluppano confusi gli steli di una pianta rampicante, che presenta piccole foglie mordibe alle estremità.

    Sulla cima del palo è un tripudio di bracci meccanici, tenuti insieme da articolazioni scricchiolanti, che terminano in piccole sfere di vetro. Sono queste che rendono la mia colonna realmente sonora.

    Lo so, forse l’immaginazione è qualcosa di così soggettivo che, quando l’andiamo a condividere, ci risulta difficile trasferirla così come appare nella nostra mente. Magari la mia colonna sonora sarà solo mia. Ed è questo che mi piace della creatività: l’esternazione di una parte di noi che ci rappresenta e che, allo stesso tempo, ci avvicina agli altri.

  4. Dimenticavo. La mia colonna sonora? Un grande albero che si slancia verso ilcielo con una grande chioma verde. L’unico suono è il fruscío della foglie prodotto dal vento

  5. Caro Roberto, ti ringrazio, ma credo che sia un po’ troppo lungo 🙂
    Devo imparare a sintetizzare!
    In merito alla tua colonna sonora, devo dire che sei molto più poetico e silenzioso di me 🙂
    Ciao e grazie mille!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...